Associazione di promozione sociale sportivo dilettantistica


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La storia di Alessandra e Lulù

Cani da supporto a disabili

Alessandra Santandrea si è presentata da Daniela Scanelli per una semplice educazione di base per il suo cane Lulù che, al tempo, era una cucciola. Dopo un percorso impegnativo da parte di entrambe, oggi Lulù è divenuta per Alessandra un aiuto e una presenza insostituibile. Non solo. Alessandra Santandrea è la prima ragazza diversamente abile a svolgere gare di obedience a livello agonistico in Italia ed è divenuta Mediatore relazionale in AAA/TAA/EAA di I° livello per ChiaraMilla coducendo insieme a Lulù, attività con i bambini nelle scuole.

A Novembre 2011 edito da Itaca uscirà il llibro che racconta la bellissima storia di Alessandra e Lulù, autori Marina Casciani e Alessandra Santandrea di cui di seguito citiamo dalla prefazione:

Ricordiamo che gli incontri di presentazione sono ad ingresso LIBERO e che durante tali incontri sarà possibile conoscere personalmente la protagonista della storia che il libro racconta, Alessandra, accompagnata ovviamente da Lulù. Inoltre sarà importantissimo partecipare in quanto vi sarà l'occasione di acquistare il libro la cui vendita ricordiamo essere a scopo benefico.
Il libro sarà inoltre acquistabile presso le librerie, presso il canile municipale di Ferrara, da questo sito, e dal sito di Itaca Libri.



Date di presentazione del libro "La sedia di Lulù"
Ingresso Libero

In anteprima il 28 ottobre presso Camping Village Florenz di Comacchio (Fe) durante l'evento "Parco in movimento"

10 novembre ore 21.00 presso sala biblioteca comunale "C. Vinturini"
Viale G. Zaganelli n. 2 - 48024 Massa Lombarda (Ra)
Tel-Fax 0545-81388

18 Novembre ore 17.30 presso Sala del Castello Estense Ferrara

2 Dicembre ore 18.00 presso
Bim Biblioteca comunale di Imola, Via Emilia 80, 40026 Imola (BO)
tel 0542.602636 fax 0542.60260


16 dicembre ore 21.00 presso
sala teatro San Carlo
Piazza Giusti, Monsummano Terme (PT)



22-25 Marzo presso fiera della Disabilità "Gitando" Vicenza Fiere

".....Ed io ero li…davanti a lei. Prima di arrivare a casa sua, avevo la testa confusa, confusa dalle parole che mi aspettavo di sentire, un racconto triste e pieno di sofferenza…la vita, in qualche modo spezzata, di una persona innocente . Invece…

Lei …davanti a me, seduta su quella sedia a rotelle che poneva tra noi, inizialmente, una distanza enorme, vi dico senza ipocrisia, lo spazio del primo imbarazzo per un’apparente diversità… l’ingombro di ruote che sostituiscono gambe…l’abisso della mente che categorizza me abile e lei disabile … e adesso ripensandoci sorrido… me abile e lei disabile! Buffo, invece, accorgersi che le sue prime parole sono state così rassicuranti che, in poco tempo, hanno invaso la mia testa, i miei pensieri, donandomi la certezza del mio primo errore … aver creduto che Sandra odiasse in qualche modo la sua vita, aver giudicato il suo modo , un modo di sopravvivere più che di vivere. Dio se mi ero sbagliata!
La forza pura, la consapevolezza e il distacco dal dolore, la capacità di reagire e di combattere, unite ad uno sguardo attento ad osservare la vita, per capire, ancora e ancora, quali strategie mettere in atto per viverla al meglio. E il suo sorriso, un sorriso reale, vero, contagioso, capace di catturare le più piccole e minuziose bellezze della vita .
Parlava così, di se, con un ottimismo disarmante. Descriveva i momenti più terribili guardandomi negli occhi, facendomi sentire tutto il peso della mia inabilità, per tutte quelle volte che mi sono lamentata della vita, per tutte quelle volte che ho creduto di sapere cosa fosse il dolore e la fatica, mentre lei, in pochi istanti, mi apriva gli occhi e il cuore sul suo mondo, un mondo fatto di difficoltà e gioie, di giorni felici e giorni duri, un mondo che, nonostante gli ostacoli e le barriere, vale la pena di vivere ogni istante, con una dignità che quasi mi ha lasciata senza parole.
L’ho vista umile, ripetere che non aveva fatto mai niente di speciale, e timida nel viaggio della mente che l’ha riportata a ricordare. L’ho vista emozionata guardare negli occhi Lulù…ancora incredula che stavamo scrivendo di lei, di quanto quel grassottello ammasso di peli neri le avesse cambiato la vita, le avesse arricchito l’esistenza. L’ho vista cercare le parole giuste per descrivere il caos dei momenti seguenti al suo incidente e la gioia dell’arrivo in casa di quel cane che mai avrebbe creduto potesse così tanto. E mentre il suo racconto andava avanti, nei giorni dei nostri incontri, ho visto Lulù vegliare su di lei con la discrezione di chi si muove a piccoli, silenziosi, passi sopra il cuore. La casa di Sandra è invasa dal loro legame, lo si respira nell’aria come se l’una fosse unita all’altra da qualcosa di profondo ed esclusivo. Vivono insieme 24 ore su 24, condividendo lo stesso spazio, le abitudini, i sorrisi come la noia, le ore lente, l’attesa .
Gli occhi attenti di Lulù seguono le nostre parole, quasi come sapesse che stiamo parlando di lei. E nello scorrere del dialogo, il cadere improvviso di un oggetto la fa accorrere… lo raccoglie per porgerlo nelle mani di Sandra, come le è stato insegnato, senza necessità di alcuna richiesta. L’unico suo scopo è vedere Sandra sorridere soddisfatta. La gratificazione più grande è quel brava che lei le regala e sembra dirle “grazie che sei vicina a me ogni giorno”. Lulù capisce, scodinzola e sorride con lei, per lei. Io sono li davanti a loro, ma loro sono sole davanti a me … la loro complicità è il privilegio di due amanti che, pur così diversi, hanno l’abilità di comunicare tra loro con il solo sguardo . Fino ad oggi, avevo la convinzione di sapere cosa fosse un cane da supporto a disabili ma, invece, ciò che ho visto, va ben oltre l’applicazione di esercizi di utilità che l’animale impara a svolgere per la persona. Ciò che ho visto è la capacità di Lulù di aver tirato fuori la parte migliore di Sandra e la capacità di Sandra di aver tirato fuori la parte migliore di Lulù,, un lavoro reciproco condotto con passione e professionalità da Daniela, ma che mai avrebbe reso gli stessi risultati, se, alla base, non vi fosse stata una predisposizione incondizionata a comprendere la differenza e rispettarla in quanto tale. Condivisione, rispetto, responsabilità, devozione, presenza, cura, desiderio e passione queste sono le parole con le quali tento di descrivere il legame che unisce Sandra e Lulù nello straordinario e inesplicabile significato dell’amore che può legare un cane al suo padrone...."


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